Pritzker 2016: Alejandro Aravena

Due le domande sicure da parte dei non addetti ai lavori:

  • cos’è il Pritzker?
  • chi è Aravena?

Subito a voi le risposte.

Il Pritzker è il premio più prestigioso nel campo dell’architettura, insomma una sorta di Nobel per questo settore. Lo scopo del premio è onorare annualmente un architetto vivente le cui opere realizzate con una combinazione di qualità come talento, visione e impegno, hanno prodotto contributi consistenti e significativi per l’umanità e per l’ambiente costruito attraverso l’arte dell’architettura.

Alejandro Aravena è l’architetto cileno che se l’è aggiudicato quest’anno. Qui potrete vedere una piccola presentazione del suo pensiero architettonico e dei suoi maggiori progetti.

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Ho scelto di parlarvi di Aravena non tanto per il titolo meritatissimo di cui è stato investito quest’anno ma perché il suo modo di fare case mi ha riportato a tante lezioni universitarie sull’abitare e sui modi di risolvere la domanda abitativa in forte crescita ma sempre con un occhio di riguardo a coloro che saranno i futuri fruitori, come una buona progettazione prevede.

Dieci anni fa si è ritrovato di fronte ad una sfida, quella di dover realizzare abitazioni per 100 famiglie avendo però a disposizione fondi che gli avrebbero permesso di creare, per ognuna di queste, case di soli 40 mq, invece degli 80 solitamente opportuni per una famiglia di ceto medio. La soluzione sarebbe stata progettare in altezza ma le famiglie coinvolte non si trovarono d’accordo con questa proposta poiché non gli avrebbe mai permesso di allargare, in un secondo momento, gli alloggi. L’intuizione di Aravena fu quella di pensare ai 40 mq non come una piccola casa finita ma come la metà di una casa idonea, la metà che i privati da soli non sarebbero riusciti mai a realizzare, lasciando quindi a questi ultimi la possibilità di completare la parte restante secondo le proprie esigenze.

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Qui è lui stesso a spiegarvi le sue teorie.

In questi progetti sta tutto il segreto del suo pensiero sulla “sintesi della progettazione”, il risultato di un’architettura riuscita perché frutto di coordinamento e collaborazione tra chi la concepisce e chi, una volta realizzata, la vive.

Sim

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2 comments

  1. Valentina · gennaio 31, 2016

    Lo spirito con il quale affronta il tema architettonico e la sua apertura di vedute mi hanno davvero colpita; gli ho dedicato anche io recentemente un intero articolo nel mio blog. Trovo che la sua concezione che l’architettura debba dare prima di tutto risposte ai problemi delle persone, migliorando la qualità della nostra vita, sia estremamente intelligente.
    Buona serata!

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    • Sim · gennaio 31, 2016

      Ciao Valentina, sono corsa a leggere anche io il tuo articolo su Aravena, completo ed esaustivo. E’ vero, il suo modo di fare architettura non è “fastoso” come tanti altri grandi, anzi è molto vicino alle persone e alle loro esigenze. Secondo me premio meritatissimo!
      Buona serata anche a te e grazie.

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